Il Wushu: intervista al Maestro Nello Mauro sulla nuova disciplina OPES

Il Wushu: intervista al Maestro Nello Mauro sulla nuova disciplina OPES

Da pochi giorni OPES Italia ha inserito tra le sue Discipline anche il Wushu Kung Fu, abbiamo quindi deciso di fare qualche domanda al Maestro Nello Mauro, responsabile OPES di tale settore.

Il M° Nello Mauro inizia la pratica di Taiji stile Yang a Milano con il Maestro Chang Dsu Yao fino al conseguimento della cintura nera 2° Grado  Tai Chi Chuan e qualifica di Istruttore. Numerosi gli stage ed aggiornamenti a Pechino, Jinan, Zhengzhou, Guandong, Shaolin. Nel 2004 inizia a Cagliari la pratica del Wudang Taiji con i maestri Taoisti Yuan Limin e Tien Lifang, entrambi allievi diretti dell’Abate Taoista di Wudang.

foto Taiji in giardino Huy MonasteroNumerose le iniziative per la promozione e sviluppo del Taiji Quan in Sicilia, il M° Nello Mauro è in assoluto il primo maestro ad insegnare il Taiji Quan in Sicilia. Oggi insegna presso lo Sporting S.Paolo di Gravina i due stili principali: il Taiji stile Yang (16, 24, 48, 108 movimenti) e il Taiji stile Chen nelle forme codificate riconosciute dalla federazione mondiale cinese. Dal 2004 anche il Wudang Taiji.

Durante l’anno, organizza e dirige diversi incontri, stage, seminari, meeting. Dirige regolari corsi mensili di Taiji Quan a Barbisano (TV) presso la Wushu-School, in Belgio, nella provincia di Liegi, presso la scuola “La Mante Belge del M° Jose Magnee; in Normandia (provincia di Calvados) presso “La Mante Francaise” del M° Joel Amount.

Dal 2004 inizia la collaborazione con il Monastero di Buddismo Tibetano di  Huy, in Belgio, con degli stage di Taiji. Da queste iniziative nasce nel 2006 presso il Monastero la “Scuola Europea di Stili Interni” di cui diventa Direttore Responsabile. Dal Febbraio 2010 – Direttore A.E.A.S.I (Académie Européenne des Arts et  Sciences Internes), Lussemburgo.

Maestro, cos’è il Wushu e da che cosa è nato?

Il Wushu è l’insieme delle arti marziali cinesi, corrisponde al Budo giapponese, “Wu Shu l’arte delle guerra”, o L’arte del combattere, mentre il termine Kung-Fu è molto generico ed indica qualsiasi attività o lavoro fatto bene, con diligenza ed arte.
Sarebbe giusto dire che un buon praticante di Wushu fà del buon Kung-Fu. Comunque dai primi film made in Hong Kong è arrivato in anticipo il termine Kung-Fu e ancora adesso è il nome più usato per identificare il Wushu. Come tutte le arti marziali antiche, specie quelle orientali, la storia del Wushu si confonde tra leggenda, fantasia e realtà. Di sicuro antichissima, millenaria, e la versione più accreditata racconta di un Monastero di Shaolin (ancora esistente nella provincia dell’Henan) in cui un patriarca Buddista, proveniente dall’India, introdusse degli esercizi ginnici e di difesa copiati dai movimenti di alcuni animali. Ma esiste un Monastero di Shaolin del Nord e uno del Sud, nel frattempo nelle Montagne sacre del Wudang nasceva un altro sistema di lotta marziale ispirato al Taoismo, e tante altre leggende che si intrecciano con la storia millenaria delle Cina fino ai giorni nostri. Poi la rivoluzione di Mao, ancora la rivoluzione culturale, e poi finalmente per mettere ordine nel disordine del Kung-Fu, arriva la codificazione del Wushu Moderno nelle Università e nelle Accademie di Stato, solo così e solo da allora si è potuto parlare di Sport.

Esistono tanti stili nel Kung Fu cosa rappresentano da cosa derivano?

Esistono centinaia di stili di Kung-Fu, da quelli più conosciuti a quelli meno noti, come gli stili di famiglia, di provincia e addirittura di villaggi. Con la ricerca e la codifica del Wushu si è messo un po’ di ordine, così oltre al cosiddetto Wushu Moderno codificato (che mette insieme i circa 10 stili più importanti) sono stati riconosciuti altri circa 15 stili di Kung-Fu tradizionale più diffusi, ma in realtà sarebbero molti di più. Le origini di uno stile piuttosto che un altro è dato da diversi fattori, da quelli ambientali a quelle caratteristiche fisiche dell’inventore, dunque se in montagna, pianura o zone marittime, se praticate da persone piccoli o grandi, forti e/o agili, ecc. Naturalmente anche l’efficacia cambiava, fermo restando che per chi pratica il proprio stile è in assoluto il migliore e il vincente.

Il Wushu utilizza degli attrezzi? Lei ne utilizza uno in particolare?

Il Wushu Kung-Fu e soprattutto famoso per l’utilizzo delle armi (attrezzi), l’arsenale è vasto e anche variopinto e strano, così oltre alle armi classiche che sono: bastone, sciabola, spada e lancia; da aggiungere anche Alabarda, ventaglio, spada uncinata, doppie spade, martello meteora, tridente, mazze, coltelli doppi, coltelli a mezze lune, catena, scimitarra, e tantissime altre. Oltretutto considerando la grande suddivisione tra gli stili del Nord e gli stili del Sud, e ancora fra stili esterni e stili interni dove ad  ogni stile vanno accoppiate le armi classiche tipiche e solo di “quello stile”, si può immaginare la vastità di studio. Da insegnante, sono costretto all’utilizzo di alcune, almeno le più conosciute, di queste armi.

Da quanto tempo pratica arti marziali e cosa le hanno dato?

Pratico arti marziali da 46 anni, iniziando con il Karate e un po’ di Judo, insegno da 40 anni (all’età di 16 anni avevo già il mio corso di Karate Bambini), poi tutte le altre esperienze maturate in diverse arti marziali a Milano prima e in Cina dopo, direttamente nelle Accademie di Stato e al Monastero di Shaolin, e in altri Istituti cinesi. Ho sempre prediletto la parte sportiva perché a mio parere più diretta, immediata e di confronto, dunque la partecipazione a tante competizioni sportive con risultati meritevoli. Cosa mi hanno dato non saprei dire, mi sembra di praticare da sempre così come l’insegnamento, non ho avuto mai il tempo di fermarmi e pensare ai benefici della pratica sul mio corpo e sulla mia mente. Non riesco a pensare alla mia vita senza le arti marziali, sarebbe la vita di un altro, dunque per me è uno status normale di sport e di vita, con tutti i valori annessi, mai fanatico ma un appassionato studioso e ricercatore.

Come consiglia di iniziare a chi non ha mai praticato arti marziali?

Intanto consiglio la pratica delle “ARTI MARZIALI”, dunque le classiche: Karate, Wushu, Judo, Aikido, Ju Jitsu, e non basterebbe una vita per avere un approccio appena serio con ognuna di queste. Ci sarebbe troppo da dire sull’aspetto pedagogico, morale, psichico e filosofico sulla pratica, ovvietà che si tende a perdere in nome della modernità e del “tutto-subito-adesso” e senza la fatica e sacrificio.

Lo Sport ha anche una forte valenza sociale, cosa insegna la disciplina del Wushu?

Tutti conosciamo i forti valori che si appendono nella pratica sportiva, per non parlare della valenza sociale e salutare. A mio avviso tutto questo nelle Arti Marziali ( e dunque nel Wushu) ha una marcia in più: l’onore, il saluto e il rispetto delle regole, dei superiori e dell’avversario acquista un significato mistico e cavalleresco, dove l’osservanza diventa indiscutibile e l’obbedienza sacra.

Nello Mauro Taiji

Categorie: TERRITORIO

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