C’è ancora la sapiente regia di Adelmo Togliani nella produzione di Santa Ponsa Film che ha realizzato “All In”, il cortometraggio espressione del progetto “Winner – Non serve scommettere per vincere” in procinto di essere presentato al Lido di Venezia.
Lunedì 7 settembre, all’Italian Pavilion (Hotel Excelsior – Sala Tropicana 1), all’interno del Panel su Cinema e Terzo settore, verranno presentate le prime immagini di un prodotto cinematografico che affronta il tema delle dipendenze, in modo particolare la ludopatia. Dopo 18 mesi di attività in cui Ciao Lab aps, OPES aps e Eurosport aps hanno svolto indagini sul fenomeno, campagne di sensibilizzazione e attività formative, il progetto Winner si appresta a congedarsi dal suo pubblico, lasciando in eredità il nuovo lavoro di Adelmo Togliani.
Da “Bob and Weave” a “All In”, il cinema incontra il Terzo settore per affrontare i temi sociali
Il regista, infatti, aveva firmato anche la pellicola “Bob and Weave”, il corto sui valori dello sport come antidoto al bullismo e al cyber bullismo che, grazie anche alle interpretazioni di attori del calibro di Bianca Guaccero, Alessandro Benvenuti e Simone Casanica e dell’ex pugile Emanuele Blandamura nel ruolo di sé stesso, ha conquistato la critica e fatto incetta di premi. A tre anni dal prodotto finale del progetto Bulli Free Club (promosso sempre da Ciao Lab e OPES, ma insieme a UNVS e AICEM), Togliani si cimenta con le conseguenze generate da una dipendenza.
Anche questa volta il cast è di primissima fascia. Protagonisti di questo nuovo lavoro sono Corrado Fortuna, Elda Alvigini e il giovane Tobia Marini.
La storia ruota attorno alla ludopatia di Mario, un padre di famiglia immerso nel suo unico pensiero: compiere la vincita in grado di cambiare la sua vita. La sua ossessione lo porta a trascurare le priorità, in primis le persone a lui più care: la moglie, di cui dimentica il compleanno, e il figlio preadolescente Luca, una giovane promessa del rugby.

Chi ha potuto assistere alle riprese del corto definisce straordinariamente intense le interpretazioni di Fortuna e Alvigini. Entrambi hanno sposato con entusiasmo l’iniziativa sociale e la sceneggiatura scritta da Gianni Quinto. Si sono calati perfettamente nei rispettivi ruoli, conferendo alla pellicola tutti i crismi per replicare il successo di “Bob and Weave”.
Se Fortuna, conosciuto dal pubblico del grande schermo come il protagonista di “My Name Is Tanino” di Paolo Virzì, ha vestito i panni del papà ludopatico; l’attrice romana, nota non solo per la serie “I Cesaroni” ma anche per la sfavillante carriera nel cinema e a teatro, ha prestato il suo volto e la sua voce a Morena, una donna tutta d’un pezzo. Brillante anche la recitazione di Tobia Marini, un giovanissimo attore di cui sentiremo parlare anche in futuro.
Lunedì, al Lido di Venezia, a dialogare con la critica cinematografica Gaia Serena Simoniati ci saranno anche le due star di “All In”. Sarà un’occasione per raccontare il lavoro sul set e ribadire come il cinema possa trasformarsi in un potente megafono per denunciare un dramma spesso silenzioso come quello della ludopatia.