Nell’ambito del progetto 4SKILL-UP, il percorso internazionale dedicato alla formazione e allo scambio di buone pratiche nel mondo dello sport ha fatto tappa a Huelva, in Spagna, presso il Club Rítmico Colombino. A rappresentare la nostra realtà sono state Silvia Pica e Michela Campoli, in rappresentanza di ASD Gymagine FGI e del settore nazionale delle ginnastiche di OPES, coinvolte in alcuni giorni di osservazione, confronto professionale e scambio metodologico insieme ad allenatori e realtà sportive internazionali.
Ad accoglierle è stata Andriana Stoyanska, rappresentante del Club Rítmico Colombino, in un’esperienza che ha permesso di creare dialogo tra realtà sportive diverse, condividere approcci tecnici e approfondire nuove prospettive legate all’insegnamento della ginnastica ritmica.
4SILL-UP a Huelva: l’esperienza di Silvia Pica
Per Silvia Pica, il valore principale di questa mobilità risiede proprio nella possibilità di vivere esperienze formative all’interno di club europei, con l’obiettivo di conoscere tecniche, strategie e metodologie che possano essere poi adattate e applicate anche nel proprio contesto sportivo. Ma non solo. Un altro aspetto fondamentale è la creazione di connessioni e collaborazioni internazionali capaci di mettere in relazione il territorio italiano con altre realtà europee, favorendo crescita professionale e apertura verso nuovi modelli di lavoro.
Durante i giorni trascorsi a Huelva, il confronto con una realtà diversa da quella italiana si è rivelato uno degli elementi più stimolanti dell’esperienza. Attraverso il dialogo con Andriana Stoyanska e con il team del club spagnolo, la rappresentante del settore ginnastiche ha avuto modo di osservare approcci differenti, scoprendo allo stesso tempo molti punti in comune legati ai valori educativi e sportivi della disciplina.
Uno degli aspetti che l’ha colpita maggiormente riguarda la presenza della ritmica maschile, una realtà sempre più diffusa in Spagna, considerata oggi uno dei paesi pionieri in Europa in questo ambito. Un esempio concreto di come la ginnastica ritmica stia evolvendo verso modelli più aperti, inclusivi e capaci di ampliare la partecipazione.
Per Silvia, infatti, la ginnastica ritmica non rappresenta soltanto una disciplina tecnica o competitiva, ma uno strumento educativo attraverso cui trasmettere valori fondamentali come disciplina, rispetto, collaborazione e lavoro di squadra. Nel suo insegnamento cerca di far comprendere alle giovani ginnaste che la competizione deve essere vissuta in modo sano, come occasione di crescita personale e confronto costruttivo, senza trasformare la vittoria nell’unico obiettivo.
Questa visione nasce anche dalla sua esperienza personale. Silvia si è avvicinata alla ginnastica ritmica all’età di sei anni, praticandola fino ai diciotto. Crescendo in un piccolo paese della provincia di Frosinone, però, ha sperimentato in prima persona quanto possano essere limitate le opportunità di crescita e confronto nelle realtà locali meno strutturate.
Proprio da questa consapevolezza è nata la scelta di formarsi come tecnica, con l’obiettivo di creare per le nuove generazioni quelle opportunità che lei stessa avrebbe voluto avere da atleta. Oggi, insieme alla sua collega e alla loro ASD, lavora ogni giorno per portare qualità tecnica, esperienze formative e occasioni di crescita anche fuori dai grandi centri sportivi, affinché nessuna atleta debba sentirsi limitata dal luogo in cui è nata.
Il valore della trasferta a Huelva
In questo senso, esperienze internazionali come quella vissuta a Huelva assumono un valore ancora più importante: non solo come momento di apprendimento tecnico, ma anche come occasione per costruire reti, condividere idee e ampliare gli orizzonti della ginnastica ritmica a livello locale ed europeo.
Se Silvia dovesse descrivere questa esperienza con una sola parola, sceglierebbe “formativa”. Un termine semplice, ma che racchiude perfettamente il senso di questi giorni vissuti in Spagna: un’occasione concreta per aprirsi al confronto, osservare nuove prospettive e arricchire il proprio bagaglio umano e professionale attraverso lo sport.
Attraverso il progetto 4SKILL-UP, continuiamo così a promuovere mobilità, collaborazione internazionale e scambio di buone pratiche, nella convinzione che lo sport possa essere uno strumento sempre più capace di creare connessioni, opportunità e crescita condivisa.