Nel weekend del 28 febbraio e 1 marzo 2026 è andato in scena un doppio appuntamento del Premio Resilienza di danza. L’evento, che si è svolto contemporaneamente in Liguria e in Sicilia, è un’iniziativa promossa dal Settore Nazionale Danza di OPES, diretto dal responsabile Enrico Di Prisco.
La manifestazione si conferma non solo come competizione tecnica, ma come un percorso volto a valorizzare la crescita umana e artistica dei giovani interpreti attraverso la disciplina della danza.
Tradizione e innovazione tra danza accademica e aerea
Sabato 28 febbraio, il Teatro del Ponente di Genova ha ospitato la “Genoa Edition”. Realizzato in sinergia con il Municipio VII Ponente e il Comitato Regionale OPES Liguria, l’appuntamento ha raccolto scuole e tecnici in un clima di scambio formativo.
Sul palco si sono alternate coreografie di danza accademica e contemporanea, giudicate da una giuria di esperti composta da Annalisa Della Betta, Luca Lupi e Federica Cangiano. L’obiettivo è stato quello di trasformare l’esibizione in un riconoscimento alla determinazione e alla presenza scenica degli allievi.

Nello stesso momento, presso l’Auditorium Nelson Mandela di Misterbianco (CT) si è svolta invece la “Catania Edition” del Premio Resilienza, organizzata con il supporto del Comitato Provinciale OPES Catania.
La tappa siciliana ha evidenziato una partecipazione massiccia da diverse province dell’isola, proponendo un programma vario che ha affiancato alla danza classica e moderna i movimenti della danza aerea.
A valutare la qualità tecnica è stata una giuria interamente al femminile, formata da Valentina Ponzone, Judy Esposito, Alice Viganò, Carolina Monzo e Debora Andreoli.

La missione condivisa do OPES Danza tra sport, arte e comunità
Il successo di entrambe le tappe sottolinea la strategia del settore guidato da Enrico Di Prisco: promuovere la danza come linguaggio universale e strumento di inclusione sociale.
Offrendo occasioni concrete di confronto professionale, OPES Danza mira a consolidare il legame tra la formazione tecnica delle scuole e lo sviluppo personale dei danzatori, coinvolgendo attivamente famiglie e comunità locali in un’esperienza artistica condivisa.