Massimiliano De Cristofaro, Dirigente Sportivo e Coordinatore nazionale del Settore OPES Armi e Tiro, risponde ad una delle tante domande che gli appassionati del settore gli hanno posto.
Spesso in Segreteria generale arrivano mail del tipo: “Vorrei collaborare con voi” oppure “Come posso essere assunto dall’EPS?” e ancora “Mando un CV per valutare la mia assunzione?” No cari Amici, non funziona così. Oggi parlo del Settore OPES Armi e Tiro ma il concetto di base è applicabile in ogni settore dell’Ente e per qualsiasi Ente di Promozione Sportiva.
Una spiegazione semplice per chi si avvicina per la prima volta al mondo sportivo
È importante chiarire un aspetto che spesso genera confusione: un Ente di Promozione Sportiva (EPS) non è un’azienda e non è un’amministrazione pubblica presso la quale ci si presenta per chiedere un posto di lavoro o un incarico. Un EPS è un organismo sportivo riconosciuto, che opera nell’ambito dell’ordinamento sportivo e svolge attività di promozione, organizzazione e diffusione dello sport. Gli EPS hanno tra le loro finalità la promozione e organizzazione di attività fisico-sportive, anche con finalità ricreative e formative.
Il punto di partenza è la ASD
Per comprendere come si può collaborare concretamente, bisogna distinguere tre livelli che semplificherò con delle semplici operazioni.
EPS → ASD → persona
L’EPS è l’organismo sportivo.
La ASD – Associazione Sportiva Dilettantistica è l’associazione che si costituisce autonomamente, con un proprio statuto, un proprio codice fiscale, un proprio presidente e un proprio consiglio direttivo.
La ASD può quindi affiliarsi all’EPS.
L’affiliazione è proprio il rapporto sportivo che collega l’associazione all’organismo sportivo.
Una ASD affiliata può quindi svolgere, nell’ambito dell’affiliazione, attività sportive e didattiche riconosciute dall’organismo.
Quindi una persona può collaborare?
Sì, ma bisogna capire in quale veste.
Una persona può, per esempio:
- costituire una ASD;
- essere socio di una ASD;
- essere presidente o componente del consiglio direttivo;
- essere dirigente;
- essere tecnico o istruttore, se possiede i requisiti richiesti;
- essere ufficiale di gara, quando previsto;
- essere tesserata;
- collaborare all’organizzazione di manifestazioni;
- ricoprire eventuali incarichi territoriali o organizzativi previsti dall’EPS.
Ma una cosa non deve essere confusa con l’altra.
Essere presentati, conoscere un responsabile o avere un rapporto di collaborazione con un EPS non significa automaticamente avere un incarico retribuito, un contratto di lavoro o un “posto” nell’EPS.
L’EPS non è una struttura alla quale si viene “assunti” semplicemente perché si vuole collaborare. Questo è probabilmente il concetto più importante. Se una persona dice: “Vorrei collaborare con l’EPS”, la domanda successiva deve essere: “In quale ruolo e attraverso quale struttura?”
Se l’obiettivo è creare e sviluppare attività sportive sul territorio, la strada normalmente corretta è costituire o utilizzare una ASD, affiliandola all’EPS. La ASD diventa quindi il soggetto attraverso il quale vengono organizzate concretamente le attività sportive. Il CONI, infatti, descrive l’affiliazione come il rapporto che intercorre tra l’associazione/società sportiva e l’organismo sportivo; l’iscrizione al Registro è collegata all’affiliazione a una FSN, DSA o EPS.
Un esempio molto semplice
Immaginiamo una persona che voglia sviluppare una nuova disciplina o un’attività sportiva in una determinata città. Non funziona così: “Vado dall’EPS → mi presento → divento responsabile → organizzo eventi.”
Il percorso può invece essere, la faccio facile:
- Costituzione o individuazione di una ASD
↓
- Statuto, codice fiscale e organi sociali
↓
- Affiliazione della ASD all’EPS
↓
- Tesseramento delle persone secondo le procedure previste
↓
- Inserimento dell’attività sportiva riconosciuta
↓
- Organizzazione di corsi, eventi, manifestazioni e attività
↓
- Eventuale crescita della struttura territoriale
In questo modo la persona non “lavora per l’EPS” semplicemente perché ha un’idea: realizza il progetto attraverso una struttura associativa sportiva affiliata.
E quindi l’EPS cosa fa?
L’EPS svolge una funzione diversa. Può fornire alla propria rete:
- affiliazione;
- tesseramento;
- riconoscimento delle attività previste;
- regolamenti;
- formazione;
- qualificazione degli operatori secondo le proprie procedure;
- organizzazione o patrocinio di attività e manifestazioni;
- supporto organizzativo;
- coperture e servizi collegati al tesseramento, secondo le condizioni applicabili;
- inserimento dell’attività nell’ambito sportivo dell’ente.
In altre parole, l’EPS crea e coordina una rete sportiva; le ASD affiliate costituiscono una parte fondamentale di quella rete.
Non significa però che la ASD sia una “succursale” dell’EPS!!!
Questo è altrettanto importante.
La ASD non perde la propria autonomia perché si affilia.
Ha:
- il proprio statuto;
- i propri soci;
- il proprio presidente;
- il proprio consiglio direttivo;
- la propria organizzazione;
- la propria gestione amministrativa;
- le proprie responsabilità.
L’affiliazione crea un rapporto sportivo con l’EPS, ma non trasforma automaticamente la ASD in un ufficio dell’EPS. Né la trasforma in un EPS di secondo livello. Il sistema distingue infatti il soggetto sportivo affiliato dall’organismo sportivo cui è affiliato.
E i soldi? Anche qui bisogna essere molto chiari. Collaborare con un EPS non significa automaticamente essere pagati. Una carica associativa, una collaborazione organizzativa, un’attività di volontariato, un incarico sportivo o una vera prestazione lavorativa sono situazioni diverse e devono essere inquadrate correttamente.Il sottoscritto, Coordinatore nazionale del Settore nazionale OPES Armi e Tiro, non riceve alcun compenso. La prestazione è totalmente gratuita e, soprattutto, non sono previsti rimborsi.
Se esiste una vera prestazione lavorativa o una collaborazione sportiva retribuita, occorre verificare la natura dell’attività, il rapporto instaurato e la disciplina applicabile.
Quindi, lo scrivo peer futura memoria, non bisogna promettere a una persona: “Entra con noi e avrai un posto nell’EPS.” È una formulazione sbagliata.
Molto più corretto è dire: “Possiamo costruire insieme un progetto sportivo attraverso una ASD affiliata, individuando successivamente i ruoli e le eventuali forme di collaborazione compatibili con la normativa e con i regolamenti dell’organismo sportivo.”
E se voglio creare una realtà territoriale? Qui la strada può diventare interessante. Una persona o un gruppo di persone può costituire una ASD, sviluppare un progetto sportivo e chiedere l’affiliazione all’EPS.
La ASD potrà quindi diventare il punto operativo territoriale attraverso il quale sviluppare:
- attività sportive;
- corsi;
- eventi;
- competizioni;
- iniziative promozionali;
- attività formative;
- manifestazioni;
- progetti con altre associazioni.
Il CONI considera infatti le ASD/SSD affiliate agli organismi sportivi come soggetti che partecipano alle attività sportive e didattiche nell’ambito dell’organismo di affiliazione.
Dove entra la collaborazione con un progetto come ad esempio Asd TDD® oppure Asd Amici delle Divise?
Qui bisogna fare una distinzione ancora più precisa.
Se Asd TDD® o Asd Amici delle Divise vuole collaborare con un EPS, non dovrebbe presentarsi come se potesse semplicemente diventare una struttura interna dell’EPS.
La soluzione può essere:
Tiro Di Difesa® Asd o Asd Amici delle Divise
↓
chiede l’AFFILIAZIONE ALL’EPS
↓
attraverso la ASD vengono sviluppate
ATTIVITÀ – EVENTI – PROGETTI – MANIFESTAZIONI
↓
nel rispetto delle regole dell’EPS, dello statuto della ASD e della normativa sportiva.
Questo consente di collaborare senza confondere i ruoli.
Il concetto fondamentale
Bisogna quindi evitare la frase: “Collaboriamo direttamente con l’EPS e diventiamo parte dell’EPS.”
È molto più corretto dire: “Sviluppiamo una collaborazione attraverso una ASD affiliata all’EPS.”
L’EPS mette a disposizione l’organizzazione sportiva, il sistema di affiliazione e tesseramento, le attività e i servizi previsti dai propri regolamenti.
La ASD mette a disposizione la struttura associativa e territoriale attraverso la quale vengono realizzati concretamente i progetti.
E le persone che partecipano al progetto assumono ruoli specifici e formalizzati, non semplicemente un generico “posto”.
In definitiva
La logica è questa: Non si entra in un Ente di Promozione Sportiva come si entra in un’azienda.
Si entra nel sistema sportivo attraverso le forme previste dall’ordinamento sportivo.
La ASD è normalmente lo strumento attraverso il quale un gruppo di persone può organizzare e sviluppare attività sportive sul territorio e affiliarsi a un Ente.
L’affiliazione permette alla ASD di operare nell’ambito dell’organismo sportivo, ma non cancella la sua autonomia né crea automaticamente rapporti di lavoro.
Ed è proprio questa distinzione che permette di costruire una collaborazione seria: prima si definisce il progetto, poi la struttura associativa, quindi l’affiliazione e infine i ruoli concreti delle persone coinvolte.
Per questo, se qualcuno propone una collaborazione con un EPS, la prima domanda da fare non è “che posto mi date?”, ma: “Qual è il progetto sportivo, quale ASD lo realizza, a quale organismo sarà affiliata e quale sarà formalmente il mio ruolo?”
Questa è la domanda che mette tutto nella corretta prospettiva.
Anche se c’è molto da dire ma, per ora, potrei chiudere qui perché il resto, magari lo tratteremo in altri articoli.
Articolo a cura di Massimiliano De Cristofaro
Responsabile nazionale Settore Armi e Tiro