Nel 1996, un gruppo di giocatori, genitori e allenatori ebbe un’idea ambiziosa: creare una comunità di rugby a Roma. Così è nata l’Unione Rugby Capitolina. Non solo un club ma ormai un punto di ritrovo che riunisce appassionati e amanti del rugby.
Per festeggiare i trent’anni dalla fondazione, il 26 settembre 2026 l’Unione Rugby Capitolina ha organizzato una giornata dedicata a tutti gli amanti della disciplina e della Capitolina: a partire dalle 17:00, una comunità intergenerazionale si è ritrovata sui campi di via Flaminia per ripercorrere insieme la storia della società e per condividere ricordi ed emozioni.
L’appuntamento ha richiamato anche autorità, dirigenti sportivi e rappresentanti del mono del non profit come: Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani (videomessaggio), Alessandra Locatelli, Ministro per le Disabilità (videomessaggio), Maria Teresa Bellucci, Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Federico Rocca, Consigliere Assemblea Capitolina Roma Capitale, Mario Luciano Crea, Presidente Commissione Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo – Regione Lazio, Andrea Bigioni, Segretario Generale di OPES, Paolo Vaccari Vicepresidente della Federazione Italiana Rugby (FIR) e Gregorio Rebecchini Presidente dell’Unione Rugby Capitolina.
La presenza di OPES al trentennale dell’Unione Rugby Capitolina è sinonimo di vicinanza. L’Ente e la società di via Flaminia condividono obiettivi e missione, e collaborano, insieme, nella realizzazione di progettualità sportive, sociali e di Servizio Civile Universale.
OPES e l’Unione Rugby Capitolina: un’amicizia che dura da tempo
“È un’amicizia che dura da tempo e OPES è orgogliosa come sempre di supportarvi e di aiutarvi in tutte le iniziative che fate”, così il Segretario Generale di OPES, Andrea Bigioni. Poi ha proseguito: “Trent’anni sono la dimostrazione concreta di ciò che rappresentano tutte le persone qui presenti e del ruolo che l’Unione Rugby Capitolina ha avuto e continua ad avere nel mondo del rugby italiano. Un ruolo che, grazie anche gli Implaccabili, si rinnova ogni giorno sul piano dell’inclusione: un valore tutt’altro che scontato”.

La voce di alcuni dei presenti
Maria Teresa Bellucci, Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, è stata la prima a salire sul palco e ha sottolineato come trent’anni fa donne, uomini, giocatori, allenatori e appassionati avessero scelto di unirsi per realizzare qualcosa di significativo e duraturo:
“Quando si fonda qualcosa è sempre una scommessa e anche un rischio, perché non si sa mai se qualcuno raccoglierà il testimone e avrà la voglia di continuare a sognare. Essere qui, trent’anni dopo, non significa soltanto che quella gioia e quel sogno fossero nel cuore delle persone nel 1996, ma anche che quel desiderio era così potente da contagiare tante altre persone, che oggi sono qui e che, probabilmente, lo faranno vivere ancora per molto tempo”.
Anche Federico Rocca, Consigliere Assemblea Capitolina Roma Capitale ha voluto evidenziare i passi che ha fatto la Rugby Capitolina e quello che ha rappresentato in tutti questi anni: “Voi dell’Unione Rugby Capitolina non siete solamente una realtà sportiva romana, ma ormai ci rappresentate in tutta Italia e in altri contesti, sempre con grande orgoglio e con una passione che vi rende unici. Non avete creato solo una società sportiva, ma una comunità, una famiglia con la quale si condividono dei valori. Formare degli atleti significa formare degli uomini e delle persone migliori. Così è da trent’anni lo sarà ancora”.
Il Vice presidente della Federazione Italiana Rugby, Paolo Vaccari, ha rivolto a tutti un augurio e si è complimentato per tutto il percorso compiuto fino ad ora. In particolare, ha lasciato un messaggio significativo ai giovani giocatori: “Ciò che conta è dare il massimo. A prescindere da quale sia il risultato, in voi crescerà uno spirito vincente ed è questo l’importante nel mondo dello sport: formare degli uomini con uno spirito vincente, portandolo anche al di fuori del campo”.
Per concludere, il Presidente dell’Unione Rugby Capitolina, Gregorio Rebecchini è salito sul palco visibilmente emozionato e si è rivolto ai presenti dicendo: “L’Unione della Rugby Capitolina prima di essere un campo, un club, una società sportiva è una casa. Una casa che oggi compie trent’anni“.
“La Capitolina – ha chiosato – sono soprattutto le persone, i ragazzi che hanno indossato la maglietta della squadra, dirigenti, allenatori, genitori, volontari, tutti coloro che hanno creduto a questo progetto quando era solo un’idea. Tutti i presenti hanno lasciato qualcosa a chi è venuto dopo. Quindi, voglio esprimere un grazie. Grazie a chi ha fondato questa società, a chi l’ha fatta crescere, ai presidenti che mi hanno preceduto, a tutti quelli che hanno realizzato tutto questo”.
