Fondamenti di sicurezza con le armi da fuoco con i consigli di Michele Alfarone

Fondamenti di sicurezza con le armi da fuoco con i consigli di Michele Alfarone

 

Continuano gli appuntamenti redazionali curati dal coordinamento armi e tiro di OPES. L’argomento di questa settimana, che è trattato da Michele Alfarone, riguarda la sicurezza.

Apriamo un capitolo molto importante, anzi a mio avviso il più importante di tutti. La sicurezza nel maneggio delle armi è la cosa fondamentale e va a prescindere dalle capacita, dalla bravura o dell’esperienza del tiratore. Un errore nel maneggio della propria pistola può causare delle conseguenze gravissime. Ci tengo a precisare che uccidono più pistole ritenute scariche, anziché tutte le altre. Per cui, cerchiamo di fare un’analisi attenta sulla sicurezza considerando le norme di carattere generale fino a valutare le norme comportamentali nei luoghi privati, in casa dove avvengono la maggior parte degli incidenti, nei poligoni di tiro, e nei luoghi pubblici per tutti coloro i quali sono autorizzati dal porto d’armi per difesa personale.

Ritornando sui nostri passi, chi usa le armi per lavoro, che sia un appartenente alle forze dell’ordine o un professionista che opera in qualsiasi altro ambito, deve avere una perfetta conoscenza dello strumento che si porta al seguito, strumento che può salvargli la vita se usato bene o che può altrimenti causare gravi danni a se stesso, ai suoi famigliari o al suo team. L’operatore o il titolare di porto d’armi deve conoscere perfettamente e rispettare quelle che sono le norme e procedure di sicurezza per il maneggio dell’arma, a partire dalla semplice manipolazione fino ad arrivare alle cose più complicate come ad esempio gli inceppamenti. Ci sono tre regole fondamentali della sicurezza per il maneggio dell’arma che vanno rispettate sempre e dappertutto. Se una di queste semplici regole non viene rispettata, è possibile che si verifichi un incidente più o meno grave. Ma se tutte e tre le regole vengono violate accade l’irreparabile, un incidente mortale. Ecco perché dobbiamo fare molta attenzione, ma soprattutto dobbiamo memorizzare queste tre regole della sicurezza:

  1. consideriamo sempre carica l’arma che prendiamo in mano;
  2. non puntiamo mai l’arma contro qualcuno neanche per gioco;
  3. quando impugniamo un’arma teniamo sempre il dito fuori dal grilletto.

Queste sono le tre regole fondamentali della sicurezza: analizziamole insieme.

 

Se prendiamo un’arma in mano, che sia nostra o di un nostro amico o di un neofita o di chi che sia, controlliamo sempre che sia scarica. Se riponiamo o prendiamo l’arma nella nostra cassaforte di casa dobbiamo controllare che l’arma sia scarica. Ogni volta che si riceve l’arma da qualcuno, o si passa l’arma a qualcuno, noi controlliamo che l’arma sia scarica. È una regola molto semplice, dobbiamo solo ricordarci di rispettarla sempre. Se ci assale il dubbio per ovvi motivi di distrazione o altro che l’arma non fosse scarica, senza esitazione la controlliamo di nuovo. Non dobbiamo mai avere dubbi in merito.

Il secondo punto è quello di non puntare mai l’arma contro nessuno. Per nessun motivo, ancor meno se per gioco. Quando effettuiamo il controllo dell’arma la puntiamo solo in luoghi sicuri. Ad esempio: in casa la puntiamo verso un luogo che noi, in precedenza, abbiamo identificato come sicuro o meglio dove non potrà recare danno a nessuno, nel malaugurato caso in cui dovesse partire un colpo; in poligono lo facciamo verso la parete in direzione delle sagome. Comunque facciamo attenzione dove puntiamo l’arma durante il maneggio in genere, quando in movimento effettuiamo un esercizio in poligono. Dobbiamo insomma essere consapevoli istintivamente dell’orientamento della arma.

Il punto tre di dice di tenere sempre il dito fuori dalla guardia del grilletto. Il dito lo inseriamo nella guardia del grilletto solamente quando decidiamo di andare a fuoco e quindi intenzionalmente, subito dopo è fuori e ci rimane sempre fino a quando inseriamo la pistola nella fondina. La posizione ottimale del dito è quella di tenerlo disteso lungo il fusto, sopra al ponticello dell’arma. Questa regola fondamentale vale sia durante le operazioni statiche di maneggio dell’arma, ossia per il controllo di sicurezza, sia durante attività più dinamiche. Se noi acquistiamo un’arma di ultima generazione a percussore lanciato, quindi senza il cane esterno, ci renderemo conto che quasi tutte ormai non hanno più alcun dispositivo di sicurezza. Fanno eccezione quei modelli che presentano il cosiddetto decocker, un pulsante che è in grado di abbattere il cane e disarmare il percussore. Quest’ultima soluzione è a mio avviso molto interessante ed utile in quanto, abbattendo il percussore, otterremmo che l’arma, premendo il grilletto, spari comunque in doppia azione. Avremmo soltanto più resistenza sul grilletto, senza dover azionare nessun dispositivo di sicurezza. Sotto forte stress, azionare qualsiasi dispositivo potrebbe risultare problematico (lo vedremo in seguito); inoltre i muscoli della mano potrebbero contrarsi involontariamente facendo scivolare il dito sul grilletto e farlo scattare. Quindi capite come avere un grilletto più duro da premere potrebbe risultare utile. Credo fortemente che il dito fuori dalla guardia del grilletto è l’unica nostra sicurezza sull’arma. Considerando che nessuna arma è stata progettata per sparare da sola e che per farlo è necessario che qualcuno prema il grilletto, si potrebbe dedurre facilmente che non può esistere uno sparo accidentale. La cronaca purtroppo molto spesso ci riporta eventi drammatici di uccisioni accidentali con terminologia poco corretta, come già detto sopra. Non esistono colpi accidentali. Ma come possiamo memorizzare queste tre regole fondamentali della sicurezza in modo da non commette errori?

Un metodo lo conosco e voglio riportarlo a voi. Avete mai sentito parlare di automatismo? Se cercate su google: svolgimento o funzionamento automatico, e oltre: meccanicità, mancata consapevolezza o controllo da parte della mente o della volontà. Per far scattare questo automatismo dentro di noi, dobbiamo ripetere sempre queste operazioni, ossia verificare sempre che l’arma sia scarica. Sempre, anche quando pensiamo che comunque non c’è n’è bisogno, perché abbiamo già visto, già controllato, già verificato, già controllato da altri che fosse scarica. Solo così il nostro cervello ubbidirà in automatico ad effettuare tali regole, ogni qual volta ce ne sia bisogno, e quando le avremmo fatte nostre a livello mentale queste tre regole non ci abbandoneranno mai e non ci faranno commettere gravi irreparabili. Ne deduciamo che gli automatismi scattano a furia di effettuare sempre il controllo di sicurezza dell’arma e lo ripeto perché di fondamentale importanza, anche quando siamo sicuri per tutti i motivi del mondo che l’arma sia scarica, e quindi effettuiamo il controllo anche quando non c’è bisogno.

Abbiamo parlato di controllo di sicurezza dell’arma, ora vediamo come si effettua tale procedura in maniera dettagliata. Innanzitutto, diciamo che il fine del controllo di sicurezza è quello di accertarsi che l’arma sia scarica, verificando quindi che all’interno di essa non vi sia il colpo in canna.

Ovviamente tale procedura ripeto va sempre effettuata con il dito fuori dalla guardia del grilletto, la posizione esatta l’ho menzionata poche righe sopra ma lo ripetiamo: il dito deve essere disteso lungo il fusto dell’arma sopra al ponticello. Puntare l’arma in direzione dei bersagli, se siamo in poligono, facendo attenzione che nessuno sia posto davanti a noi, né di lato. Se siamo in casa, l’arma deve essere diretta in un angolo o luogo sicuro dove se parte un colpo non recherebbe danno a nessuno. Facciamo attenzione a non dirigere l’arma verso il pavimento in modo che il proiettile possa rimbalzare per poi continuare la sua traiettoria in altra direzione. L’arma deve essere impugnata con la mano forte, e con il gomito all’altezza del fianco, in modo da poter controllare bene con lo sguardo all’interno della pistola.

Si toglie prima il caricatore, verificare che all’interno di esso non ci sia alcun colpo, e lo riponiamo nel porta caricatore. Dopo, tiriamo indietro completamente il carrello o culatta otturatore, e controlliamo che all’interno della canna della pistola non vi sia un colpo inserito. Tale colpo potrebbe rimanere all’interno della canna (nella camera di cartuccia) per un malfunzionamento dell’estrattore. Poi scarrelliamo un paio di volte in maniera veloce rilasciando in ultimo il carrello chiuso. Ora il percussore è armato e quindi possiamo effettuare il colpo di prova tirando il grilletto.

Ora possiamo sicuramente dire che l’arma è scarica, e quindi in sicurezza.

 

 

QUANDO SI VERIFICA UN INCIDENTE

 

Ecco la nota dolente, quando si verifica un incidente con un’arma da fuoco. Possiamo dire che la maggior parte degli incidenti si verificano in casa. Il che non significa che non si verificano incidenti in poligono, comunque sono di gran lunga minori. Questo perché il poligono è un ambiente che ci aiuta a prevenire gli errori, perché tutto è predisposto per il tiro in sicurezza. C’è gente che si esercita a sparare, ma c è anche chi controlla, per cui il rischio di errori è più basso. Invece, in casa noi siamo soli in un ambiente che conosciamo molto bene, ma non ha le caratteristiche sopra citate del poligono di tiro. Non ha zone sicure per il tiro o per il caricamento e scaricamento dell’arma, nessuno può correggere eventuali nostri errori. È il nostro ambiente e proprio per questo la nostra attenzione si abbassa, quindi c’è maggiore predisposizione a commettere più errori. Quando si verifica un incidente, è perché le tre regole della sicurezza non sono state osservate. Se non viene rispettata una o due regole è comunque un grave errore, ma c’è la possibilità che si possa scongiurare una situazione grave e drammatica. Se invece non vengono osservate tutte e tre le tre regole della sicurezza, non ci sono dubbi: accadrà l’irreparabile. Vediamo cosa può accadere con degli esempi pratici.

Abbiamo impugnato l’arma, abbiamo controllato e scaricato la pistola, abbiamo puntato l’arma contro qualcuno e abbiamo tirato il grilletto. Come avete ben capito abbiamo commesso il grave errore di aver puntato l’arma contro qualcuno ma fortunatamente l’arma era scarica e quindi abbiamo scongiurato la tragedia. Abbiamo impugnato l’arma, non abbiamo controllato che fosse scarica, abbiamo tirato il grilletto puntandola contro qualcuno. Abbiamo commesso gravissimi errori, ma siamo stai fortunati perché l’arma era scarica, quindi anche questa volta la tragedia è scampata, e se ci siamo resi conto degli errori (orrori) commessi o qualcuno ce l’ha fatto notare sicuramente, ci siamo spaventati al pensiero di ciò che sarebbe potuto accadere. Ma se non abbiamo scaricato l’arma, abbiamo premuto il grilletto e l’abbiamo puntata contro qualcuno ecco che purtroppo si verificherà una tragedia irreparabile.

Potrei dire che dovremmo far lavorare il cervello a compartimenti stagni, ma molto spesso non ci riusciamo. Ecco a cosa servono gli automatismi.

 

 

SICUREZZA IN POLIGONO

 

Al poligono siamo nel nostro ambiente, ci troviamo in un luogo sicuro dove frequentemente ci rechiamo per andare ad allenarci, e per trascorrere qualche ora in compagnia di amici tiratori. All’interno di esso ci sono stage (piazzole) per il tiro con arma corta e lunga, che sono ben delimitati e dove è possibile accedervi soltanto mediante autorizzazione. Ci sono direttori di tiro, istruttori, ed altri come noi. Le norme di comportamento molto spesso sono ben indicate, per cui è più difficile commettere errori. Però, non siamo sempre in compagnia di qualcuno, e non sempre c’è chi ci controlla, per cui le regole di sicurezza devono obbligatoriamente essere sempre rispettate. In poligono possiamo incontrare tiratori che si addestrano in particolari condizioni, come per il tiro dinamico o il tiro difensivo, per cui potremmo osservare diversi comportamenti con le armi. Ma noi non dobbiamo farci condizionare da questo, noi sappiamo senza se e senza ma che in ogni caso e in ogni luogo dobbiamo rispettare le regole della sicurezza che ben conosciamo. Consideriamo la pistola sempre carica e quindi pericolosa fino a quando non abbiamo effettuato il controllo di sicurezza. No puntiamo l’arma mai contro nessuno, contro noi stessi o contro il nostro istruttore neanche per scherzo. L’arma va puntata sempre in direzione della zona di sicurezza dove davanti si trovano le sagome o i bersagli. Questa zona è di solito strutturata in modo tale da assorbire i proiettili. Spesso nei poligoni privati questa zona di sicurezza non è altro che una parete di terra, (parete di fondo) terra riportata o sabbia. Altri poligoni posti all’interno di vecchie cave di tufo utilizzano le pareti della cava stessa. Altri ancora, sempre per zona di sicurezza, utilizzano materiali sintetici che hanno lo scopo di far assorbile i proiettili e di fare in modo che non rimbalzino quando vengono sparati. Prima di iniziare la sessione di tiro, dopo aver preso l’arma dalla sua custodia, la prima cosa che dobbiamo fare senza indugio è quella di effettuare il controllo di sicurezza. Quindi, con l’arma dobbiamo posizionarci sulla linea di tiro rivolti verso la zona di sicurezza, se siamo in compagnia di altri dobbiamo allinearci e prestare attenzione al fatto che nessuno davanti a noi stia facendo l’operazione di controllo. Se noi vediamo che alcuni tiratori distratti si pongono davanti a noi, o in diagonale rispetto a noi, diamo immediatamente alt, ad alta voce, in modo che tutti ascoltando il nostro comando si blocchino. Insomma, all’interno dello stage di tiro deve esserci ordine e il livello d’attenzione non deve mai calare. Se siamo un gruppo ed è presente il nostro istruttore di tiro, sarà compito di quest’ultimo dare i comandi per il controllo di sicurezza delle armi e per lo svolgimento degli esercizi. Se c’è il vostro istruttore, sia che siate soli con lui o con altri, non dovrete mettere mani all’arma senza che lui vi abbia autorizzato. Se l’istruttore è presente, e si trova in poligono per voi, è il diretto responsabile dell’incolumità di tutti all’interno dello stage o piazzola di tiro. Se durante un’esercitazione insieme ad altri, in presenza dell’istruttore di tiro, voi avete un malfunzionamento (inceppamento) dell’arma o un altro problema per cui la vostra arma non è più in grado di sparare, in quel caso alzate la mano sinistra o destra, mantenendo l’arma in direzione delle sagome, senza riporla in fondina e senza voltarvi verso gli altri tiratori o verso l’istruttore per alcun motivo. Aspettate che l’istruttore venga da voi, gli spiegherete quale è il problema, e lui deciderà se aiutarvi o farvi risolvere il problema a voi sotto il suo controllo. Se durante un’esercitazione in poligono decidiamo di prenderci dieci minuti di pausa e recarci presso una struttura del poligono per prendere un caffè, dobbiamo portare la nostra arma al seguito. In questo caso, la pistola sarà messa in fondina con l’otturatore aperto, e senza caricatore, in modo che nessuno possa avere il sospetto che la nostra arma sia carica e quindi pericolosa. Infine, ricordiamoci che nessuno deve avvicinarsi e prendere la nostra arma riposta in fondina senza il nostro permesso. Nella maniera più categorica.

 

                                                                                             Responsabile Nazionale del Tiro a Segno OPES

                                                                                                                                                                    Michele Alfarone

Categorie: Focus
Tags: Armi e tiro

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