Lo sport come strumento per fare comunità: a Lubiana il confronto europeo sulla corsa universitaria

Dal 16 al 18 ottobre Lubiana è stata il punto d’incontro di chi lavora ogni giorno con i giovani: si è tenuto qui l’EUSA Youth Workers Mobility 2026, progetto Erasmus+ nato per rispondere a una sfida semplice da enunciare e meno semplice da affrontare: rendere gli studenti più attivi, in modo accessibile e senza stress, attraverso la corsa e i grandi eventi sportivi.

Il punto di partenza è un fenomeno che chi si occupa di università conosce bene: con l’ingresso nel mondo accademico, tantissimi ragazzi smettono di praticare sport, un po’ per mancanza di tempo, un po’ perché si è diffusa l’idea che l’attività fisica sia qualcosa riservato a chi ha già un certo livello o un’esperienza alle spalle.

Gli obiettivi del confronto di Lubiana

Il progetto parte dalla convinzione opposta e punta su proposte aperte a tutti, da vivere soprattutto per il piacere di stare insieme. Quattro sono gli obiettivi dichiarati: promuovere stili di vita sani attraverso un’attivazione fisica a bassa soglia, che non richiede competenze particolari; rendere la corsa e i grandi eventi davvero inclusivi; riconoscere, grazie a Youthpass, le competenze che si sviluppano fuori dalle aule e favorire scambi e nuove collaborazioni tra organizzazioni di Paesi diversi. 

Sport e università: a Lubiana il successo di EUSA Youth Mobility

Dalla teoria alla pratica: tutto sul programma dei lavori

La prima giornata è stata dedicata alle presentazioni: sono stati illustrati progetti europei come Runners4All, Cycle2Connect e Step-Walk-Run, affiancati dalle buone pratiche di diverse organizzazioni, dagli eventi di massa pensati per l’aggregazione piuttosto che per la competizione, fino ai running club universitari e ai programmi di salute rivolti agli studenti.

Negli workshop successivi, i partecipanti si sono interrogati su come le università possano cambiare nei prossimi anni, ma anche sul modo in cui i giovani vivono lo sport. In una tavola rotonda hanno poi cercato di tracciare i passi successivi. Non è mancato lo spazio per la mobilità attiva, con gli spostamenti in bicicletta per le strade della città e l’invito a scaricare l’app di Cycle2Connect, un modo concreto per mettere subito in pratica ciò di cui si era discusso.

Nelle due giornate seguenti, la teoria ha lascio spazio alla pratica sul campo: i rappresentanti delle organizzazioni sportive europee hanno vissuto da vicino la 10 km, la mezza maratona e la 30ª edizione della NLB Ljubljana Marathon. Un’occasione per osservare come si organizza e come funziona un grande evento di massa. Parallelamente, è stata avviata una ricerca sulle abitudini sportive degli studenti, condotta con questionari e focus group, che affianca all’esperienza sul campo un lavoro di raccolta e analisi dei dati.

Sport e università: a Lubiana il successo di EUSA Youth Mobility

I numeri della 3 giorni di Lubiana

I numeri restituiscono bene l’energia di queste giornate: 52 youth worker provenienti da 14 nazioni partner e 2.616 studenti runner in gara, un record per la European Students Run. L’iniziativa è co-finanziata dall’Unione Europea tramite Erasmus+ ed è coordinata da EUSA Institute, insieme a partner di Slovenia, Bulgaria, Croazia, Italia, Paesi Bassi, Polonia e Portogallo, con il contributo scientifico dell’Università di Roma Foro Italico.

Il valore di un’esperienza come questa si cela soprattutto nell’incontro: riunire nello stesso luogo persone di Paesi diversi che lavorano con i giovani significa scambiarsi idee che funzionano davvero e riportarle nei propri territori, adattandole ai contesti locali. Da Lubiana si riparte così con più contatti, più strumenti e una convinzione condivisa: lo sport, in fondo, è un ottimo pretesto per creare comunità.

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