Dal 2 luglio 2026 al 14 gennaio 2027 un percorso nazionale gratuito dedicato a disabilità, inclusione e Disability Management. Un’opportunità formativa innovativa rivolta a imprese, enti pubblici e Terzo Settore per trasformare la cultura organizzativa e generare impatto sociale concreto.
Promuovere una società più equa, inclusiva e capace di valorizzare ogni persona significa investire prima di tutto nelle competenze. È da questa convinzione che nasce il nuovo Corso di Alta Formazione del Progetto Agenda della Disabilità, un percorso nazionale gratuito che si svolgerà online dal 2 luglio 2026 al 14 gennaio 2027 e che punta a formare una nuova generazione di professionisti dell’inclusione.
L’iniziativa rappresenta una delle esperienze più innovative nel panorama italiano sui temi della disabilità e del Disability Management. Il corso è rivolto a dipendenti aziendali, assistenti sociali comunali, operatori dei servizi per l’impiego, referenti di enti del Terzo Settore e a tutte le organizzazioni che intendano rafforzare il proprio impegno verso l’inclusione e la sostenibilità sociale.
L’obiettivo è ambizioso: contribuire alla costruzione di città e territori più accessibili, sicuri e sostenibili, contrastando le disuguaglianze e le condizioni di marginalità che ancora oggi coinvolgono molte persone con disabilità.
Progetto Agenda della Disabilità: un’iniziativa nazionale per diffondere la cultura dell’inclusione
Il percorso si inserisce nell’ambito dell’Agenda della Disabilità Italia, progetto promosso da CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà, supportato da OPES e da una rete di partner, che è cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e ispirato all’esperienza pionieristica sviluppata in Piemonte insieme a Fondazione CRT.
L’Agenda della Disabilità nasce per favorire il dialogo tra mondo profit e non profit e promuovere azioni concrete in sei ambiti fondamentali della vita delle persone con disabilità: abitare sociale, sostegno alle famiglie, vita nel territorio, lavoro, istruzione e salute.
Attraverso attività formative, strumenti operativi e percorsi di sensibilizzazione, il progetto punta a trasformare l’inclusione da principio teorico a pratica quotidiana, coinvolgendo istituzioni, imprese e organizzazioni della società civile in una responsabilità condivisa.
Una visione pienamente coerente con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che individua nella riduzione delle disuguaglianze e nella partecipazione di tutti i cittadini una delle sfide decisive del nostro tempo.
125 ore di formazione tra teoria, pratica e innovazione
Il corso prevede un totale di 125 ore formative, articolate in:
- 40 ore di formazione sincrona online;
- 40 ore di formazione asincrona su piattaforma digitale;
- 45 ore di project work.
Al termine del percorso i partecipanti riceveranno un attestato digitale (Open Badge) che certificherà le competenze acquisite.
Particolarmente innovativa è la struttura didattica, pensata per favorire l’applicazione concreta delle conoscenze e il confronto tra professionisti provenienti da settori differenti.
I quattro pilastri della formazione
La parte sincrona sarà organizzata attorno a quattro grandi aree tematiche.
Inclusione e cultura organizzativa
I primi moduli, in programma a luglio 2026, approfondiranno il tema della costruzione di culture organizzative inclusive, affrontando aspetti come leadership partecipativa, economia sociale e generazione di valore condiviso.
Impatto sociale e strategie organizzative
Tra settembre e ottobre il focus si sposterà sulla capacità delle organizzazioni di progettare, misurare e valutare il proprio impatto sociale, passando da una logica di semplice responsabilità a una visione strategica dell’inclusione.
Applicazione del Disability Inclusion Roadmap
Un modulo specifico sarà dedicato al DIR – Disability Inclusion Roadmap, strumento che il progetto intende sperimentare in dieci enti a livello nazionale per supportare organizzazioni pubbliche e private nella definizione di percorsi concreti di inclusione.
Lavoro inclusivo e valorizzazione dei talenti
L’ultima fase del percorso sarà dedicata all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, affrontando temi come selezione, accompagnamento, accomodamenti ragionevoli e valorizzazione del capitale umano.
Dal sapere al fare: il valore del project work
Uno degli elementi più qualificanti del corso sarà il project work finale, sviluppato attraverso la metodologia del Challenge Based Education.
I partecipanti saranno chiamati a progettare e sviluppare iniziative concrete di inclusione da applicare nei propri contesti organizzativi, accompagnati da attività di mentoring e feedback personalizzati.
L’obiettivo non è soltanto trasferire conoscenze, ma generare cambiamenti reali e misurabili nei territori e nelle organizzazioni coinvolte.
Una faculty di alto profilo
Il percorso si avvale della collaborazione di professionisti ed esperti riconosciuti a livello nazionale sui temi dell’inclusione, dell’impatto sociale e delle politiche per la disabilità.
Tra i docenti figurano Caterina Soldi, Francesco Alleva, Maria Serena Ciambellotti, Giovanni Ferrero, Carlo Giacobini, Renzo Marcato e Isabella Brianza.
Partner dell’iniziativa sono CPD, ISTUD Business School e Abile Job, realtà impegnate da anni nella promozione dell’inclusione lavorativa e sociale.
Un’opportunità gratuita per cambiare il futuro
Il corso è completamente gratuito grazie al sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nell’ambito dei finanziamenti previsti dall’articolo 72 del Codice del Terzo Settore.
Le candidature dovranno essere inviate entro il 19 giugno 2026 all’indirizzo agenda.italia@cpdconsulta.it, allegando nome e cognome, ente di appartenenza, ruolo, curriculum vitae e lettera motivazionale.
Saranno coinvolti tra i 100 e i 150 partecipanti provenienti da tutte le venti regioni italiane, con l’obiettivo di creare una rete nazionale di professionisti capaci di diffondere pratiche inclusive e generare cambiamento.
In un Paese che ancora affronta numerose sfide sul fronte dell’accessibilità e della piena partecipazione delle persone con disabilità, iniziative come questa rappresentano un investimento strategico sul capitale umano e sociale. Perché l’inclusione non è soltanto un diritto da garantire, ma una risorsa capace di migliorare la qualità della vita di intere comunità e di rendere le organizzazioni più innovative, sostenibili e competitive.