Lo sport di base, sociale e inclusivo ha dimostrato il 16 giugno presso la sala prestigiosa del Salone d’Onore del CONI di aver compreso l’urgenza della sfida ambientale, grazie alla presentazione della Carta Verde del progetto LIME. OPES, in particolare, ha dato testimonianza concreta dell’attuazione del documento.
La Carta Verde stabilisce principi chiari, comportamenti da adottare e buone pratiche concrete per gestire in modo sostenibile gli eventi sportivi, monitorando l’impatto ambientale, ma anche quello sociale ed economico. Riguardo agli interessi per un evento sportivo, il project manager Matteo Esposito ha parlato sul palco non solo delle varie problematiche che riguardano la sostenibilità, ma anche di praticità: “Dentro la Carta Verde abbiamo il tema della Governance, un tema assolutamente centrale”.
“Affrontiamo tutti i temi legati alla condizione ambientale come la gestione dei rifiuti e dei trasporti, ma anche la riduzione dell’emissione di carbonio”, ha riferito Esposito, trattando tutte le tematiche che interessano l’organizzazione degli eventi sportivi e aggiungendo: “Abbiamo anche cercato di dare un senso di praticità in modo da permettere agli organizzatori di avvicinarsi gradualmente alla progettazione e realizzazione di un evento green”. Dalla teoria alla pratica, LIME ha superato la fase concettuale, trasformando i principi della Carta Verde in azioni dimostrative. Tra le tre esperienze pratiche realizzate, OPES ha dimostrato in modo eccellente e significativo l’efficacia del modello applicato con l’evento dell’Oktagon, tenutosi a Ostia lo scorso novembre.
Matteo Esposito: “La Carta Verde è uno strumento assolutamente graduale”
Matteo Esposito, Project Manager di LIME e partner di PTS Sport, ha pronunciato due parole: “continuità” e “sostenibilità”. “Continuità” si riferisce all’attuazione graduale della Carta Verde e quindi, al suo continuo; “sostenibilità”, invece, ha affermato Esposito, è “Il costo da sostenere; non riguarda solo il punto di vista delle risorse ma anche delle conoscenze, delle competenze necessarie, il tempo da dedicare”.
“La Carta Verde”- ha dichiarato Esposito- “è uno strumento assolutamente graduale. Non trascuriamo le cose che ci risultano molto complicate, perché altrimenti diventa un prodotto fine a se stesso. Noi, anzi, dobbiamo partire da quegli aspetti dove siamo più in difficoltà per provare a capire quale potrebbe essere la soluzione”.
La Carta Verde: da Oktagon alla Viterbo Half Marathon
“Dobbiamo continuare a rimboccarci le maniche e sederci direttamente al tavolo di lavoro”, così Juri Morico, Presidente Nazionale di OPES, riferendosi ad un evento in programma settembre: “Quest’anno OPES organizzerà, in occasione della Settimana Europea dello Sport, la seconda edizione della Viterbo Half Marathon”. In un contesto diverso da quello che è stato l’Oktagon di Roma, verranno attuati i principi della Carta Verde anche per la Maratona di Viterbo. “Un percorso di cambiamento condiviso di adozione della Carta Verde che possa poi esporre OPES all’ordine di certificazione ISO 20121”, ha concluso il Presidente Morico.
