Milano non è al centro della scena mondiale soltanto per le Olimpiadi. Addetti ai lavori, dirigenti, tecnici e collaboratori hanno raggiunto il capoluogo lombardo anche per conoscere le buone pratiche proposte dalle associazioni e società sportive dilettantistiche. Lo sport sociale, di base e per tutti, infatti, si sta ritagliando il suo spazio in questi giorni frenetici, contribuendo ad arricchire la narrativa sull’olimpismo e sul valore sociale della pratica sportiva. Ed OPES, grazie allo straordinario lavoro svolto dal suo ufficio relazioni internazionali e dal Comitato regionale di OPES Lombardia, sta facendo la sua parte.

40 ragazzi e 10 leader tedeschi hanno incontrato i protagonisti di Coach di Quartiere, il progetto promosso dall’affiliata L’Orma SSD
Nella giornata di mercoledì 10 febbraio, presso l’istituto Marie Curie-Sraffa, è andato in scena uno scambio culturale sul volontariato sportivo senza precedenti. I referenti territoriali di OPES e dell’ufficio che promuove la mobilità in Europa e la cooperazione internazionale hanno incontrato una delegazione proveniente dalla Germania. 40 ragazzi tedeschi e 10 leader della Deutsche Olympische Akademie, in collaborazione con la Deutsche Sportjugend, hanno avuto modo di conoscere e confrontarsi con i protagonisti del progetto Coach di Quartiere.

Promossa da L’Orma SSD e presentata al Gala dello Sport di OPES da Claudio Massa, l’iniziativa si contraddistingue per la sua capacità di coniugare l’innovazione sociale con le politiche di welfare locali. Fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 2020, anno segnato dagli effetti negativi del covid, L’Orma ha voluto abbattere tutte quelle barriere economiche e sociali che allontanano i giovani dai centri sportivi.
La soluzione è stata individuata nell’attivismo giovanile e nei cosiddetti “Coach di Quartiere”. Parliamo di ragazze e ragazzi di almeno 16 anni di età (massimo 20) che, accompagnati nelle loro attività e supervisionati dai Playmaker, coordinatori e professionisti del Terzo settore, permettono a bambine e bambini tra i 6 e gli 11 anni, in condizioni di fragilità socio-economiche e a rischio emarginazione sociale, di praticare della sana attività fisica o sportiva in un parco della città.
I Coach di Quartiere sono un esempio di cittadinanza attiva e pure un punto di riferimento per la comunità. Oggi, il progetto ideato da L’Orma SSD ha solide base e mira a massimizzare non i ricavi, ma l’impatto sociale. Grazie al Social Franchising, il modello è stato esportato pure in altre città e in diverse regioni.
Un Coach di Quartiere anche in Germania?
La best practice ha catturato l’attenzione della delegazione tedesca. La mattinata del 10 febbraio è stata caratterizzata da un confronto in aula, con i ragazzi italiani e tedeschi che hanno condiviso le loro esperienze e dialogato sui valori dello sport e del volontariato, e da una seconda parte all’insegna della pratica in palestra. Giochi cooperativi e di gruppo si sono rivelati propedeutici per affrontare al meglio le attività pomeridiane.
Prima del tramonto, infatti, i volontari di Coach di Quartiere e i loro colleghi tedeschi si sono alternati nella co-conduzione di una sessione di giochi e sport all’interno dei Giardini AIDO.

Quanto avvenuto a Milano, all’interno dell’Istituto Marie Curie-Sraffa, dimostra che l’Italia è forte sia nello sport di vertice sia in quello di base, sociale e per tutti. Il Coach di Quartiere è un modello che, giustamente, viene studiato e analizzato per la sua capacità straordinaria di rispondere alle esigenze sociali. Presto, potrebbe atterrare anche in un Land della Repubblica Federale Tedesca.
